Saturday, November 10, 2007

Imbrattato il murales di Mario Zicchieri
Ma chi vorrebbe fare il sindaco dei Romani fischietta...

«Da quando il sindaco Veltroni riveste il suo incarico, nell'ordine, sono stati commessi atti impuniti quali: assalto alla birreria Cutty Sark in 200 contro 3, bomba ad alto potenziale sempre al Cutty Surk, bomba alla sezione della Fiamma Tricolore di Acca Larenzia, aggressione in 200 contro 15 a Casalbertone, sede della Fiamma Tricolore devastata a Casalbertone, proiettili spediti a casa di un nostro dirigente nazionale, assaltata sezione della Fiamma Tricolore al Flaminio e per ultimo, tra la notte dell'8 e 9 novembre, il murales dedicato a Mario Zicchieri, sedicenne missino fucilato da un commando comunista, viene sfregiato e deturpato da scritte ingiuriose e stelle a cinque punte». Lo afferma Giuliano Castellino, segretario romano della Fiamma Tricolore. «Il sindaco Veltroni continua criminalizzare ogni opposizione sociale e nazionale, ma ogni qual volta la violenza politica si tinge di rosso fa finta di niente ed un silenzio assordante ricade su questi gravi episodi - aggiunge Castellino - Questa città non ha memoria storica e sempre si dimentica di chi è rimasto ucciso dal piombo e dall'odio comunista. Mario Zicchieri era un ragazzo di 16 anni eppure gli sgherri di Veltroni continuano ad infangarne la memoria con scritte tipo »morte al fascio« e stelle a cinque punte, queste sì simbolo di violenza ed intolleranza». «Perchè quando la violenza politica viene dalla sponda sinistra il sindaco Veltroni non esprime mai una parola di condanna? Eppure per molto meno il Campidoglio vota mozioni farneticanti. Capiamo che il neo-segretario del Partiro Democratico deve tenere i cocci della coalizione liberal-comunista, ma è giunto il momento che il sindaco faccia una scelta. O continua ad essere il sindaco di Roma, oppure il rappresentante dei neocomunisti oggi alleati del suo partito», conclude.

Friday, November 09, 2007

Osa - occupazioni a scopo abitativo.
Lucignolo su Casa Pound e il Cutty

Le invasioni barbariche su Casa Pound, la libreria Testa di Ferro, la palestra Primo Carnera, il pub Cutty Sark.

Ein Volk, ein Reich.
Il 9 novembre 1989 il muro di Berlino finalmente viene abbattuto e la nazione tedesca si ritrova. Fino a quel momento, i tedeschi costretti nella cortina di ferro avevano solo sperato di poter trovare il benessere e la libertà di cui godevano i fratelli che stavano all'ovest. Quella stessa sera migliaia di giovani europei si ritrovano a Berlino e partecipano ai festeggiamenti. Di lì a poco, anche il gigante d'argilla sovietico sarebbe crollato e il comunismo circoscritto a memoria. La caduta del muro, vera festa per una Europa libera e unita, è sicuramente il principale evento che le nuove generazioni hanno vissuto. Infatti, non può che essere il 9 novembre la data che unisce ogni popolo in un solo stato.

Non va dimenticato, tuttavia, che manca ancora un nemico all'appello. Se un fattore esogeno - ossia che agisce all'esterno della società - quale è il comunismo, è stato respinto; un altro endogeno, la mafia, continua ad imperare sui territori d'Europa. Esiste un altro muro, ben più robusto, che divide e affama senza che sia picconato. Interi territori della nostra Europa sono sotto il suo completo controllo. La libertà deve ancora arrivare.

Thursday, November 08, 2007

DAJE!
Graziano Cecchini.

Uomini vs fantocci.






Wednesday, November 07, 2007

Un uomo dalle spalle larghe.
Fassino è stato nominato inviato speciale dell'Alto rappresentante Ue per la Politica estera Solana per la Birmania."L'incarico ha lo scopo di individuare una figura politica che possa lavorare per concentrare al meglio gli sforzi di tutta la Ue sulla crisi birmana, creando in particolare un collegamento diretto con la figura di Ibrahim Gambari, l'inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite". Fassino "dovrà lavorare nei paesi della regione e coordinare
l'attività della Ue sulla crisi birmana a livello internazionale".

Ora sì che si raddrizzerà la situazione!
Spetterà ad un ex comunista pentito, novello democratico ma sodale dei 3 partiti comunisti di governo, occuparsi dei rapporti con la Birmania, paese in cui da anni vige un rigido regime di matrice comunista.
Se questa è la risposta politica dell'Europa pilatesca, ai monaci birmani non spetta che imbracciare il fucile..

Il comunismo? Privo di senso!
Il Presidente russo Vladimir Putin si è unito per la prima volta alla commemorazione delle vittime delle repressioni politiche in Urss, sacrificate a degli “ideali privi di senso”; lo ha fatto a Butovo, uno dei siti più insanguintai dalle purghe staliniane.

“Ciò accade quando si inseguono ideali che sembrano attraenti me che sono privi di senso e posti al di sopra di valori fondamentali come la vita, i diritti e la libertà”.

Nota: se in Russia l'hanno capito, significa che sono più scaltri di certi (v)italiani

Processato e ora anche condannato.

CLEM CLEM
E' scoppiata piu' volte in lacrime il gip di Milano Clementina Forleo durante la sua audizione davanti alla Prima Commissione del Csm. E ai consiglieri che volevano saperne di piu' sulle intimidazioni denunciate, avrebbe spiegato di non aver mai detto di aver subito pressioni da organi istituzionali in occasione di decisioni cruciali sull'inchiesta sulle scalate bancarie. Ma semmai di essere stata fraintesa dalla stampa. Brava: l'omertà vale più del protagonismo. CLEM, SEI STATA SANTORIZZATA!

Sovietizzati.

Il 7 novembre del 1917 una sciagura si abbatte su questo mondo. Si realizza la rivoluzione d'ottobre russa - d'ottobre perchè il calendario ortodosso è indietro di 14 giorni rispetto al nostro - che porterà, per oltre settant'anni, terrore, miseria e morte. Oliviero Diliberto, leader di uno dei partiti comunisti del governo ed unico esponente politico europeo, quest'oggi sarà nella piazza rossa di Mosca a celebrare questa infausta ricorrenza. A dimostrazione del fatto che a noi italiani ci sono rimaste le scorie di un regime sepolto altrove decenni fa, Diliberto ha chiesto che il corpo di Lenin, non più voluto dalle autorità russe, sia trasportato in Italia. Potrebbe pur essere un salma utile per rianimare la cosa rossa italiana...

Intanto, nota positiva, almeno oggi che è Sant'Ernesto, possiamo scrivere che in Italia al momento ci sono meno comunisti del solito.

N.B. Nel video una delle proteste davanti all'ambasciata cubana a Roma.

Tuesday, November 06, 2007

Il più grande di tutti.
Il suo stile, il suo carattere, la sua intransigenza ci mancheranno. E' stato un uomo capace di esercitare il suo mestiere con professionalità, coerenza e senza la smania di apparire o secondi fini. Ha sempre affascinato chi lo seguiva infiammando i suoi sostenitori, anche avversari, con sobrietà e misura. Sicuramente possiamo ritenerci onorati di aver potuto apprezzare le sue immense qualità umane. In tutti i sensi un grande.

N.B. Stars, invece, ricorda un grande giornalista.

Rivolta contro il mondo moderno.
Sopravvivere

vs vivere.

Fioroni il vopos.
Temono il consenso sempre crescente che realtà come il Blocco Studentesco stanno riscuotendo: ormai non bastano più le campagne di stampa diffamatorie e sono passati alla repressione. Fioroni non fa altro che eseguire gli ordini dell'ANPI.

Basta con la propaganda nelle scuole per chi si definisce fascista. Questo il contenuto di una lettera inviata al ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, nel corso di un'iniziativa organizzata a Roma, presso la Casa della memoria e della storia, dall'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani e da alcune associazioni studentesche. Obiettivo, "denunciare le intimidazioni e le aggressioni, da parte di gruppi di estrema destra(MA NON è IL CONTRARIO????????), nei confronti degli studenti di alcune scuole romane".

A questo proposito "chiediamo al ministro - si legge - di ricevere una rappresentanza che possa consegnare un dossier sulle attività di tali gruppi". Le lettera è stata inviata anche al Prefetto di Roma, Carlo Mosca, perché "è inaccettabile che in una città, che si vuole esempio di legalità, si possano aggredire degli studenti in pieno giorno"(AGGRESSIONI - FINO AD OGGI - SEMPRE DI MATRICE COMUNISTA, PERò!). Nella lettera viene definito "inaccettabile" che "ai diversi livelli della rappresentanza studentesca si candidino gruppi dichiaratamente fascisti, che talvolta prendono persino le difese del Terzo Reich"(AHAHAHAH).
Un appello, quindi, "affinché siano predisposte adeguate misure per far sì che non possano esserci, nelle scuole, propaganda e rappresentanza studentesca con idee di matrice evidentemente neofascista". E al quale hanno già aderito Alessandro Portelli (storico e delegato del Comune alla memoria), Rosario Bentivegna (TERRORISTA E PLURIOMICIDA, PRINCIPALE RESPONSABILE DELLA STRAGE DI VIA RASELLA), il consigliere comunale del Pd Massimiliano Valerian, il filosofo comunista Gianni Vattimo, l'ex calciatore del Livorno, comunista e ora anche mercenario, Cristiano Lucarelli, il senatore Giovanni Russo Spena(ho visto il nipote raccomandato all'università in prima persona), Mauro Bulgarelli dei Verdi, Marco Rizzo del Pdci - attualmente in unione sovietica per celebrare la rivoluzione russa - i Cobas scuola e l'Arcigay Roma(non potevano mancare...).
Il presidente provinciale dell'Anpi, Massimo Rendina, esprime preoccupazione per "l'insorgere dei fascismi, non solo quello storico ma quello strisciante. Nel corso dell'iniziativa, uno studente ha ricordato le aggressioni compiute al liceo Tasso, nella capitale, da parte "di fascisti che rivendicano di esserlo apertamente".(IN REALTà FURONO I COMUNISTI AD AGGREDIRE, MA POI FURONO COSTRETTI A RIPIEGARE) E ha lanciato la proposta di un'assemblea, il 30 novembre, al liceo Farnesina, dove lo scorso anno apparve per la prima volta il Blocco Studentesco, l'organizzazione legata alla Fiamma Tricolore. La consigliera comunale di Rifondazione, Adriana Spera, accusa le istituzioni di "troppa leggerezza sull'argomento" e contesta al Comune di Roma che, "ancora una volta", nell'organizzare l'annuale viaggio ad Auschwitz per le scuole, non siano stati invitati gay, rom e disabili. Ai ragazzi che torneranno da quel viaggio, il consigliere dell'Ulivo in Campidoglio, Paolo Masini, propone di ripulire i muri della città da scritte razziste e xenofobe.
"Abbiamo aderito all'appello - spiega Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - perché le persone lesbiche, gay e trans sono tra le prime vittime della propaganda neofascista. Crediamo che favorire una cultura dell'accoglienza e del dialogo sia tra le missioni principali della scuola". Intanto Rendina ha fatto sapere che l'Anpi ha costituito un pool di avvocati, che avranno il compito di denunciare eventuali omissioni di atti d'ufficio da parte di autorità e istituzioni nei confronti di chi propaganda il fascismo, vietato dalla Costituzione e dalle legge Scelba e Mancino.

Rinasce, dunque, il Cogidas, la polizia del pensiero guidata dal partito comunista che negli anni Settanta perseguitò migliaia di alunni? Ad iniziativa, guarda caso, partigiana. La nostalgia delle esecuzioni sommarie non l'hanno di certo persa. Senza l'intervento di alcuni di loro probabilmente non sarebbero neppure nati gli Anni di Piombo...

Monday, November 05, 2007

Novità discografica.
Se cliccate sull'immagine, potrete ascoltare sul loro myspace 4 brani del nuovo album dei Sottofasciasemplice, Filospinato. Di seguito è riportato anche il testo di una delle canzoni più illuminanti.

















Repubblica.

LA COSA DI TUTTI
FA PENSARE A MARMO E ACQUEDOTTI
A CITTA’ ROMANE
COSTRUITE DA GENTE INVENTIVA E CAPACE
DI ISPIRAZIONE
UNA COSA DA TUTTI

REPUBBLICA
VIVERE IN MEZZO ALLA MERDA DEI CANI
TRA GENTE TRISTE E INCAZZATA
ABBRONZATA DA TELEROMANZI A EPISODI
CON MUSCOLI SODI
E INTESTINI SPASTICI
GENTE MALATA CIRCONDATA DA ANIMALI DOMESTICI

UNA REPUBBLICA
DOVE TUTTI SCOPANO COME CONIGLI
MA NON FANNO FIGLI
PERCHE’ A TRENT’ANNI SONO ANCORA BAMBINI
COI VIDEOTELEFONINI SEMPRE PRONTI
A FILMARE POMPINI

REPUBBLICA
LA COSA DI TUTTI
UNA COSA PER TUTTI
UOMINI E DONNE CHE PASSANO ORE DAVANTI AGLI SCHERMI
TUTTI I GIORNI
DELLA REPUBBLICA
CHE CHATTANO E SCHIATTANO
E SPREMONO E VENGONO
E POI SI RACCONTANO

REPUBBLICA
DOVE GLI ORGANI DI INFORMAZIONE
USANO I METODI DEL RICATTO E DELLA DIFFAMAZIONE
DOVE I CODARDI PENNIVENDOLI
AVRANNO SEMPRE L’ULTIMA PAROLA
E TU AVRAI SEMPRE L’ONERE DELLA PROVA

REPUBBLICA
DOVE LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI
MA TALMENTE TANTO CHE PER SICUREZZA
PER FARE CERTEZZA
C’E’ UNA MAGISTRATURA DEMOCRATICA
CHE SI INCARICA DA SOLA DI FARE TRASPARENZA

LA REPUBBLICA
FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA
SUI VALORI DELLA VIOLENZA
SUI VALORI DEL TRADIMENTO E DELL’ARROGANZA

REPUBBLICA
FONDATA SU UNA LOTTA ARMATA
FATTA DA BANDITI E DISERTORI
DINAMITARDI E BOMBAROLI

REPUBBLICA
FONDATA DA FUORIUSCITI E DA ESILIATI
GENTE CON CONTI IN BANCA STRANI
DA MAFIOSI ITALIANI
RIPORTATI A CASA DAGLI AMERICANI

UNA REPUBBLICA
FONDATA SULLE MENZOGNE E I TRADIMENTI
DA GENTE SENZA SCRUPOLI
CHE ACCENDEVA LE LUCI DURANTE I BOMBARDAMENTI

UNA REPUBBLICA
FONDATA SUI VALORI DEGLI EPURATORI
DI CHI SENZA TANTE STORIE
E CON L’AIUTO DEGLI STRANIERI
HA FATTO FUORI
QUEGLI ULTIMI ITALIANI CHE FINO ALLA FINE HANNO COMBATTUTO

PER UN’ALTRA REPUBBLICA, PER UN'ALTRA REPUBBLICA!

Provenzano fa arrestatare i Lo Piccolo.
I media la fanno passare come una brillante operazione di polizia, in realtà il merito va dato, o a Bernardo Provenzano, boss che è in pessimi rapporti con la cosca dei Lo Piccolo e che ha, perciò, autorizzato la polizia; o al boss Matteo Messina Denaro, rivale dei Lo Piccolo per la successione ai vertici di Cosa Nostra.

(ANSA) I boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono stati arrestati a Carini. Insieme ai boss, sono stati arrestati dalla Squadra mobile anche altri due latitanti, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Il primo è reggente di Brancaccio il secondo di Carini. Tutti inseriti fra i 30 maggiori ricercati d'Italia. I quattro . erano impegnati in una riunione fra boss. Arrestati anche due complici dei boss. Le indagini che hanno portato all'operazione che ha consentito l'arresto dei 4 boss è stata condotta dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo. Nella villetta di Giardinello i poliziotti hanno trovato otto pistole. Tra queste: una è in dotazione alle forze di polizia, l'altra ha la matricola abrasa e una terza ha il silenziatore. Alcuni 'pizzini' sequestrati stavano per essere gettati nel wc della villetta. Gli investigatori sono riusciti a recuperarli. Il boss Salvatore Lo Piccolo, 65 anni, arrestato questa mattina, per gli inquirenti è il nuovo capo di Cosa Nostra. Dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, infatti, avrebbe assunto il controllo dell'organizzazione criminale contendendo la leadership a Matteo Messina Denaro, boss latitante del Trapanese. Salvatore Lo Piccolo avrebbe scalato i vertici dell'organizzazione partendo dal suo mandamento, la borgata di Resuttana San Lorenzo, fino a controllare l'intera città di Palermo. Anche gli altri due capimafia catturati nell'operazione, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, vengono indicati dagli investigatori come boss di prima grandezza. Adamo sarebbe il nuovo reggente del rione Brancaccio, tradizionale feudo di Cosa Nostra, mentre Pulizzi controllerebbe il paese di Carini.

"Dopo l'arresto di Bernardo Provenzano adesso toccava ai Lo Piccolo e la polizia di Stato è riuscita a raggiungere questo risultato portando in cella anche latri due latitanti". Lo afferma il questore di Palermo. "Eravamo sulle tracce dei boss già da tempo e questo è un grande risultato, aver preso anche altri due latitanti importanti". "Siamo estremamente soddisfatti. I personaggi arrestati non sono solo latitanti ma capimafia che esercitavano il loro potere sul territorio". Lo ha detto il procuratore di Palermo Messineo. "Ci attendiamo adesso una serie di conseguenze positive di disarticolazione dell'apparato criminale ed anche sul piano di possibili collaborazioni di imprenditori e commerciati, venuto meno il sostegno dei boss catturati. Un riconoscimento particolare va alla polizia e alla grande professionalità dimostrata nel condurre questa operazione".

I re dei rom sono italiani.
Maurizio Blondet, come sempre illuminante.

Stavolta faccio un appello ai lettori: scrivano lettere a Vespa, a Costanzo, alla sua orribile moglie De Filippi. Scrivano a Petruccioli, alla puttanona dell’Isola dei Famosi; scrivano ai direttori di rotocalchi immondi come «Chi» – scrivano a tutti quelli di questo tipo che vengano loro in mente – per minacciarli. Li seppelliscano di minacce e di avvertimenti. Li minaccino di embargo, ritorsioni, di querele e denunce per apologia di reato, vilipendio della nazione o altro crimine si possa escogitare, se… se osano presentare in uno dei loro spettacoli da rifiuto solido il rom Marco Ahmetovic. Marco Ahmetovic è infatti sul mercato dello spettacolo, come certamente già sapete. Si tratta del rom che, guidando totalmente ubriaco, ha ammazzato quattro ragazzi, e per questo è stato condannato ai domiciliari in un residence(1). Ora, lo stragista alcoolico ha un agente-stampa che ne cura l’immagine, tale Alessio Sundas. Il quale ha sganciato all’assassino 40 mila euro anticipati per avere l’esclusiva: si parla di un servizio fotografico da vendere al miglior offerente – se lo contenderanno «Chi», «Visto», «Novella Tremila» – e per le interviste e partecipazioni a talk shows. Ahmetovic, a quanto pare, ha già venduto a Sundas per 150 mila euro i diritti di un libro, ci informano i giornali, «sulla sua vita di ragazzo rom». Titolo sbagliato alla radice: «Anch’io sono un essere umano» (non si «è» esseri umani: lo si diventa, è un compito e uno sforzo). Ma andrà a ruba: se lo aggiudicherà Mondadori? Rizzoli? La gara è aperta. Non scrivete al massacratore, in questa vicenda lui è il meno colpevole. Scrivete a Vespa, Costanzo, alla moglie del Costanzo medesimo, ai caporioni di Mediaset e della RAI: certamente già si stanno strappando di mano il rom, per i loro immondi spettacoli, a fior di soldi. Ed ora che ci penso, scrivete anche al losco miliardario Oliviero Toscani, che non ci accada di trovare la faccia dello zingaro ubriacone sui colossali manifesti, United Colours of Benetton. Scrivete che, se lo fanno, sono loro – più che i rom assassini – che meritano l’espulsione per decreto dalla repubblica italiana. Scrivete che li ritenete i mandanti e i caporioni degli zingari stranieri accampati da noi per rubare e ammazzare signore che tornano a casa la sera e ragazzi che stanno mangiando il gelato. Non c’è infatti nessuna differenza: gli zingari non sentono alcun dovere verso la società che li ospita. Anche Vespa, Costanzo e De Filippi – i re dei rom – non sentono alcun dovere. Non riconoscono alcuna responsabilità verso la comunità. Loro cercano mostri da esibire, loro li pagano per farceli vedere, che lo vogliamo o no, per porceli come modelli ed esempi della post-modernità permissiva. Perché i mostri morali che la De Filippi seleziona e presenta a milioni di spettatori sono modelli: tutta la sub-umanità delle discoteche e della coca è lì ad ammirarli e ad imitarli. Orecchini, tatuaggi, gergo, machismi e sessualismi da balera e da periferia: tutti incitati a diventare rom, perché ci si guadagna, perché «si cucca», perché si «va in tv». Ci dev’essere una legge contro la conduzione della tv in stato di ebbrezza da denaro, contro lo stupro del pubblico per audience, ossia aggravato dai futili, indegni motivi. Ho ipotizzato: apologia di reato, vilipendio della nazione. Ma ora mi accorgo di aver sbagliato: no, da noi non ci sono leggi che difendano la collettività, semplicemente, dal male. Ci sono leggi che legalizzano l’aborto, la prostituzione-sfruttamento, lo spaccio di coca. Ci sono leggi contro chi indaga sulla shoah. Ma leggi che proteggano dalla glorificazione di modelli mostruosi, dallo scandalo che si dà agli sprovveduti l’indecenza esibita, non ce n’è nemmeno una. Non ci sono leggi che applichino le pene per atti osceni in luogo pubblico a Costanzo, De Filippi, Vespa e Toscani. Non vorrete mica la censura sulla televisione, sulla pubblicità, che ci vendono al mercato dopo averci stuprati e offesi. Per carità: qui c’è «la libertà d’opinione», il «pensiero» è libero (purchè non parliate della shoah…). E’ ciò che non capisce la mia donna delle pulizie, una bella giovane rumena (che sgobba a lavare i pavimenti, invece di prostituirsi, negandosi la ricchezza e la gloria televisiva), il cui marito rumeno è un ottimo elettrauto grandissimo lavoratore a mille euro mensili, e che hanno una figlia già prima della classe (presto i compagni italioti la emargineranno: non può permettersi le Nike e le altre griffes). Lei mi spiega per l’ennesima volta quello che so già: «Anche noi rumeni abbiamo paura degli zingari». Mi conferma quello che ho visto coi miei occhi ai tempi della caduta di Ceausescu: «I rom sono più ricchi di noi». Si coprono d’oro, girano in Mercedes, possiedono case fornite dal governo, e che loro riaffittano lucrando un reddito, preferendo accamparsi nel loro luridume. Parlano una lingua, o un gergo, che i rumeni non capiscono. Il loro unico mestiere è il furto e l’accattonaggio. Di colpo, mentre la donna parla, ho come un’illuminazione: sta parlando della Casta? Anche la nostra Casta ha un suo gergo che noi non comprendiamo. Anche la nostra Casta gira in Mercedes rubate a noi e abita in case (di lusso) regalate da noi contribuenti. Anche la Casta sa fare una sola cosa: rubare e spogliarci. I rom ci insultano se non mettiamo il nostro obolo nelle loro mani minacciose e adunche, con le unghie lunghe di chi non ha mai lavorato. Uguale: anche la Casta, mentre ci deruba, ci insulta in tutti i modi: «evasori», e beccatevi la De Filippi, Costanzo, Vespa, gli amici nostri, inamovibili conduttori di inamovibili mostruosità esibite, insulto alla gente onesta e decente. La donna rumena che sgobba mi dice: quelli, i rom, non sono propriamente cittadini rumeni. A quelli non bisogna dare la carta d’identità europea. Commovente ingenuità! Non sa, non può sapere che, da noi, una simile idea sarebbe bollata come razzismo e discriminazione e punita per legge, se qualcuno osasse proporla. E’ infatti discriminazione, innegabilmente. Ed anche l’Europa, anche l’ONU, ci condannerebbe. Per non parlare della dittatura del politicamente corretto, pervasiva e minacciosa, totalitaria e asfissiante. Da noi, come mi ricorda un lettore, fin dal 1990 ogni capofamiglia rom riceve dallo stato, tramite le prefetture, un emolumento di 780 euro mensili rivalutati periodicamente. Non oso dirlo alla giovane rumena che sgobba: lei aspetta da mesi l’allacciamento del gas nella casa di cui paga, in affitto, la metà del salario del marito, perché in attesa di permessi vari come straniera, dunque sospetta ai vigili urbani locali. Non capirebbe la «legalità» italiana, la sua soccorrevole sollecitudine verso quei feroci criminali, e perché vuole «integrare» proprio loro e non un elettrauto e una bambina che va’ bene a scuola. Anche al marito elettrauto farebbero comodo quei 780 euro, eccome. Ma lui non ne ha il diritto. Come lo spiego alla mia donna rumena, così bella da avere mercato sicuro col sesso, e che invece ha il mal di schiena da spazzolone? Come può capire un paese che ha sette milioni di pensionati poverissimi – gente nata qui, che non ha fatto mai male ad una mosca, che ha lavorato e contribuito alla nazione per una vita – e che non non dà alcun sussidio prefettizio, prima, a loro? La mia donna crede che un governo abbia delle responsabilità, prima, verso i suoi cittadini, che debba aiutare prima loro, quando sono in difficoltà, che verso gli altri appena arrivati e già godono di benefici inimmaginabili nel loro paese, a cominciare dall’assistenza sanitaria gratuita. Chissà dove ha imparato questo concetto così razzista e oscurantista, così contrario ai nostri concetti di libertà, di socialità, di politicamente corretto. Sarà stata la scuola di Ceausescu? Deve essere rieducata: ai nostri valori. Una full immersion obbligatoria: dosi massicce di De Filippi, di Costanzo, di Vespa. Dovrebbe essere obbligata a vedere tutte le puntate arretrate dell’Isola dei Famosi: che impari da quella sub-umanità palestrata, gonfiata dalla plastica nelle tette e nei labbroni, che gettata in un duro paradiso terrestre non fa che frignare, lamentarsi, sparlare l’uno contro l’altro e pensare al «mangiare», incapace persino di usare un bolentino, che cosa significa, oggi, essere italiani. Che modello dobbiamo seguire e imitare e promuovere. Purtroppo per lei, la ragazza guarda poca tv: la sera stira e cuce. Ha già pensato di mandare la figlia ad una scuola migliore in città, perché qui nella scuola del paese impara poco, e stirando e cucendo la sera spera di mettere insieme i soldi necessari. Non posso dirle che i rom criminali pregiudicati sono retribuiti dalla Casta a 780 al mese, e che Vespa e Costanzo se li contendono in tv per 40 mila euro come prezzo-base d’asta. Perché la mia rumena da spazzolone mostra già tendenze preoccupanti al razzismo, all’oscurantismo nazionalistico, al politicamente scorretto. Dunque, la sua «integrazione» non è nemmeno desiderabile. Se il ministro Amato dovesse accorgersi di come la pensa, magari la espellono con l’elettrauto e la prima della classe. Perciò, cittadini lettori, scrivete a Vespa, Costanzo, De Filippi. Minacciateli coi rigori di leggi che da noi non esistono, come il vilipendio della nazione e l’apologia di criminale. C’è una famiglia rumena in pericolo. Come noi, del resto, moralmente massacrati da lorsignori.

Maurizio Blondet

Note
1) Il residence a San Benedetto del Tronto se lo paga l’assassino o lo paga la sua famiglia (almeno spero): a conferma che i rom, i soldi ce li hanno. Molti pensionati minimi italiani amerebbero vedersi comminata una simile condanna, residence con cambio di lenzuola e pulizie comprese. La loro condanna è più dura, e devono scontarsela tutta. Ma poi, il rom della strage alcoolica se ne starà davvero chiuso nel residence? Posso immaginare la severità dei controlli: da noi, le irruzioni della polizia a sorpresa con la mitraglietta spianata sono un privilegio riservato alle piccole imprese artigiane.

Manichini per il diritto alla casa.
Manichini impiccati appesi ai lampioni della cittadina. E' la singolare provocazione, che prende spunto da tristi fatti di cronaca, messa in atto a Maiori(Sa) da alcuni attivisti della destra sociale per protestare contro il carovita e la mancanza di politiche apprezzabili per la casa. Infatti, ad ogni manichino, si accompagnava uno slogan contro il precariato e lo strapotere che hanno le banche in Italia: "20 anni di mutuo", "morto una rata alla volta", "banche assassine", "avevo chiesto un mutuo", "ero un precario". Quello della casa è un problema molto sentito in Campania e, in particolare a Napoli, città che detiene il record per numero di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari. L'azione è stata poi rivendicata da Azione Giovani.
da Cronache di Napoli del 4/11/2007, E I.

Saturday, November 03, 2007

ADDIO DON!
E' sempre stato con i giovani e gli emarginati. Ora ci segue da lassù.

"Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio".

Don Oreste Benzi

La provocazione effettivamente ha suscitato diverse reazioni. Solo che, in questo articolo scritto con i piedi, il giornalista dimostra di non aver colto lo spirito dell'iniziativa e, anzi, si lancia in considerazioni del tutto sballate. Mi permetto, allora, di scomodare Benito Mussolini per spiegare il significato della nostra protesta: "l'azione ha ragione degli schemi consegnati nei libri. L'azione forza i cancelli sui quali è scritto vietato. I pusillanimi si fermeranno, gli audaci attaccano e rovesciano l'ostacolo". Noi abbiamo attaccato l'ostacolo ed è, infatti, grazie alla idea che si è trasformata in azione se, almeno stamattina, si è parlato di diritto alla proprietà della casa. Male, ma se n'è parlato. Avanti, dunque, autocarri!

Pupazzi impiccati, choc a Maiori.
Una ventina di pupazzi impiccati ai lampioni che penzolavano a circa 4 metri di altezza, sul lungomare, nel centro del paese. Con questa cornice macabra, e al tempo stesso, surreale, si è svegliata, ieri mattina, Maiori. Una scena che ha fatto venire i brividi a molti, in quanto i fantocci realizzati con tute e imbottiti di giornale, sebbene siano stati tolti nel più breve tempo possibile, sono stati, comunque visti da diverse persone. Avevano inoltre sul petto diverse scritte di protesta contro il caro mutuo e i prezzi esorbitanti degli affitti. I cittadini che hanno visto i pupazzi si sono chiesti chi avesse potuto architettare un'iniziativa così "horror". Un arcano che, ben presto, è stato svelato, non solo grazie alle telecamere che controllano l'area ma anche perchè gli autori del gesto sono usciti immediatamente allo scoperto, rivendicando i motivi che li hanno spinti a compiere il blitz. Che è stato realizzato, per protesta, dal gruppo Azione Giovani, di Alleanza Nazionale (non proprio tutti di AG, veramente, ma non ci formalizziamo...le pecore nere ci sono sempre, ndr), nel corso della notte hanno appeso i manichini e riempito la cittadina di volantini per rivendicare il diritto alla proprietà della casa in costa d'Amalfi. Un modo, che a tanti non è sembrato condivisibile per coinvolgere l'opinione pubblica verso un problema che, effettivamente, angoscia la maggior parte delle famiglie italiane. "A chi ci accuserà di poca sensibilità, cattivo gusto, o teppismo - sottolinea il coordinatore di Azione Giovani per la costiera, Matteo Cobalto, che è anche stato convocato dai carabinieri - noi rispondiamo che non abbiamo fatto nulla di male. Se occuparsi delle difficoltà reali della gente significa essere teppisti, allora lo siamo e lo saremo fino in fondo. Siamo in tanti, siamo determinati, e non faremo nessun passo indietro su questa tematica. La nostra proposta è l'adozione del mutuo sociale, che prevede lo sfruttamento dei fondi europei per costruire case popolari da rivendere poi a prezzo di costo, attraverso un mutuo sociale che non superi i 200 euro mensili". Non ha tardato ad arrivare la risposta della sinistra che ha puntato il dito contro l'iniziativa di Azione Giovani, definendola di "stampo squadrista"(troppo onore, non osiamo paragonarci agli originali, valorosi squadristi: altra tempra...ndr). "Siamo stanco - rimarca Stanislao Balzamo, portavoce di rifondazione comunista in costiera - di subire questa violenza senza che nessuno ne prenda atto. L'iniziativa che ha avuto luogo a Maiori sulla emergenza abitativa, problematica reale che deve essere affrontata e risolta attraverso un'azione politica e non folcoristica, può essere solamente archiviata come pura demagogia".
Gaetano De Stefano, dal quotidiano "la Città" del 3/11/2007

Mutui e precari: fantocci alla forca
Contro il precariato e il caro-mutui. Su questi temi Azione Giovani ha dato vita a Maiori ad una singolare e provocatoria manifestazione. Ai lampioni di Corso Reghinna sono stati appesi, a mo’ di impiccati, numerosi fantocci . Su ciascuno sono stati attaccati dei cartelloni con le scritte "Vent'anni di mutuo", "Morto una rata alla volta", "Avevo chiesto un mutuo","Effetto dell'affitto", "Ero un precario".
Da Il Mattino del 3/11/2007