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Monday, February 18, 2008

ANCHE FIORELLO CONTRO BASSOLINO, PECORARO, IERVOLINO E MASTELLA

"Quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate": Fiorello non usa mezze parole nella prima, esplosiva, puntata della nuova edizione di "Viva Radio2", consacrata a quella che qualcuno definirà anti-politica, partita oggi dopo qualche rinvio e dopo il successo televisivo di "Viva Radio2... minuti" su Raiuno.
Dopo una falsa partenza con qualche problemino tecnico nei primi minuti di trasmissione, Fiorello e Marco Baldini hanno iniziato la puntata con un piglio piuttosto insolito, agguerrito sul fronte politico-sociale. "Quest’anno - aveva annunciato Fiorello sulle prime battute (presente in studio anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon) - 'Viva Radio2' andrà avanti senza censure". E ancora: "Non parleremo di politica perchè siamo vicini alle elezioni, in clima di par condicio". Nonostante le premesse, Fiorello e Baldini si sono scatenati lanciando anche un sondaggio e invitando i radioascoltatori a inviare sms con le loro proposte per risolvere l’emergenza rifiuti. Interessanti e irriverenti gli sms pervenuti, tra cui uno che diceva "andiamoci a votare e scriviamo sulla scheda: io mi rifiuto". Una frecciata è stata indirizzata anche alla Giustizia. "È ora di finirla - ha detto Fiorello - non se ne può più di vedere gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perchè si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Se uno sbaglia deve pagare. Vogliamo la certezza della pena". E poi: Risolvere i problemi ai cittadini non è mestiere nostro ma dei politici. Loro però non fanno niente quindi premndiamo in mano noi la situazione. Naturalmente non è mancata la solita ironia che ha fatto di "Via Radio2" un programma comico di culto.

Saturday, February 16, 2008

FUTURGRAZ COLPISCE ANCORA.
(ansa) Quattro ragazze nude, dipinte di diversi colori e anche con il giglio di Firenze che si muovono sui tavoli del caffé 'Le giubbe rosse', storico ritrovo dei futuristi del primi del '900. Questa la performance messa in atto da Graziano Cecchini per protestare contro il progetto di tramvia a Firenze sul quale domani i fiorentini sono chiamati ad un referendum. Le quattro modelle sono state fatte sfilare per alcuni minuti anche in Piazza della Repubblica. Poi a salutare Cecchini e' arrivato anche Vittorio Sgarbi insieme al promotore del referendum, il consigliere comunale dell'Udc Mario Razzanelli. Grande ressa di fotografi, cameramen e giornalisti per vedere la nuova performance di Cecchini dopo che lo stesso aveva colorato di rosso la Fontana di Trevi e gettato migliaia di palline colorate dal Trinità dei Monti.

"Voglio offrire una sega meccanica al sindaco Leonardo Domenici per dare il primo colpo ad un albero centenario che deve essere abbattuto. La tramvia non è futurista - ha aggiunto - futurista sarebbe un'isola pedonale con una navetta ecologica alimentata da energia fotovoltaica". Cecchini ha quindi spiegato che l'idea delle modelle con i corpi dipinti gli è venuta visitando una mostra di Balla a Milano, "dove tra l'altro farò presto qualcosa". Poi, acclamato da molti rappresentanti dei comitati che lottano contro la Tramvia, ha spiegato di aspettare ancora "la denuncia che Domenici mi ha preannunciato" dopo una conferenza stampa di una decina di giorni fa. "Ora andrò un po' in vacanza - ha concluso scherzando e abbracciando le quattro modelle, tre ragazze di Genova di 22 anni e una originaria dell'Uruguai di 28 anni -. Poi andrò a Parigi".

Monday, January 28, 2008

JERVOLINO PACMAN
Lei di monnezza ne mangia tanta. Gioca a pacman con Rosetta.

Saturday, January 05, 2008

Napolitano non rispetta la costituzione.

L'art 126 comma 1 della costituzione italiana così recita: "Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale".

Firmate la petizione per chiedere che Napolitano, in qualità di presidente della repubblica, rispetti la costituzione.

La Campania, da sempre, esprime il peggio della politica italiana, gente che - se non avesse fatto carriera politica arricchendosi con i soldi pubblici - non avrebbe combinato nulla nella vita. Facciamo i nomi:
Ciriaco De Mita ( 79 anni, ora membro della commissione statuto del PD), Nicola Mancino (77 anni, ora vicepresidente del CSM), Pecoraro Scanio (ora ministro dell'Ambiente), Clemente Mastella (ora Guardasigilli), Rosa Russo Iervolino (71 anni, ora sindaco di Napoli), Antonio Bassolino (ora presidente della giunta regionale campana).

E' tempo che questa gente, vero ostacolo allo sviluppo e al rinnovamento della Campania, se ne vada in pensione.

Friday, January 04, 2008

Sono solo fantocci.
I pennivendoli hanno considerato i manichini impiccati una provocazione di pessimo gusto. In realtà, sono proprio loro ad essere indecorosi, visto che continuano ad ignorare, da una parte le responsabilità politiche di Bassolino e Jervolino, dall'altra la viltà di Napolitano che non si decide a commissariare Comune e Regione. Purtroppo ai lampioni sono stati appesi solo dei fantocci di carta, non dei giornalisti. Solo in quest'ultimo caso sarebbe stata un'iniziativa di pessimo gusto...



Wednesday, December 19, 2007

Questo blog supporta il movimento anti-antifascista.

Saturday, December 15, 2007

Basta ingerenze dei laicisti nella vita dei cattolici.

Il messaggio è tutto nel titolo ed è rivolto ai senzadio di ogni categoria: smettetela di intromettervi in questioni che, per vostra volontà, non possono riguardarvi. Smettetela di parlare di Chiesa, Vaticano, fedeli, smettetela cioè di insegnare al cattolico come (non) fare il cattolico. Tanto per cominciare, a Natale - per coerenza - andate a lavorare, visto che è una festa che non vi appartiene. Vi toccherebbe anche il 31, visto che, per il calendario occidentale, si contano gli anni dalla nascita di Gesù. Si tratta di amor proprio, anzi del valore che volete dare alle vostre idee. Basta con sti regali e regalini, con vacanze ed aereoporti, con De Sica e Pippo Baudo. Aboliamo la festa commerciale. Il Natale torni alla sua dimensione puramente spirituale per rispetto alla minoranza cattolica. Di contaminazioni non ne voglio più. Ne faccio volentieri a meno delle solerti maestrine che - per non urtare la sensibilità dei musulmani (ottima scusa)- hanno tolto di mezzo il presepe e censurato i canti natalizi privandoli del loro contenuto religioso. Nè mi interessa minimamente partecipare al rito internettiano di piazzare in evidenza su questo blog un presepe virtuale. Io preferisco il presepe che faccio a casa, anche perchè è arricchito ogni anno di particolari. Quest'anno, alla faccia degli antifascisti, per il presepe ho comprato un legionario mentre fa il saluto romano. Gli struffoli solo un cattolico ha diritto a sbafarseli, così come a sentire gli zampognari. Il business è tutta ingerenza laicista inutile e voi senzadio, facendo dell'affare il vostro dio, avete finito per contraddirvi.

Monday, November 26, 2007

I Savoia ci devono risarcire.
Chiediamo il risarcimento dei danni ai Savoia, dinastia di ladri, razziatori, zozzoni e assassini. Chiediamolo perchè mancanodi dignità, infangano il nome dell'Italia all'estero, da quando possono mettere il piede sul nostro territorio non fanno altro che casini, per incapacità manifesta, per viltà ereditaria. 1) Chiediamolo perchè, in quanto indebitati fino al midollo, vollero annettersi il Sud per saccheggiarne i tesori. Non esitarono a rubare i nostri beni, a sterminare la popolazione, a corrompere gli alti ufficiali. A Francesco II, ultimo re di Napoli, sovrano onesto e degno, furono confiscati tutti i beni costringendolo ad un esilio - tra stenti e umiliazioni - a Roma e a Parigi. 2) Chiediamolo perchè il piccoletto, persa la guerra, fece arrestare l'ultimo Condottiero d'Italia ordendo anche il tradimento del Gran Consiglio, salvo poi fuggirsene nel momento del bisogno in Puglia. Chiediamolo perchè hanno avuto l'ardire di chiederlo a noi un risarcimento. Chiediamolo come meridionali a cui è stata negata una patria, come italiani più regali di loro, come persone oneste che sanno cos'è la dignità. FIRMIAMO QUI.

Alla fine del secolo/ Un re infame aveva decorato
Un vigliacco Generale/Che aveva sparato
Coi cannoni sulla folla /Che chiedeva solo pane
Altre vittime dimenticate/ Dell’Italia liberale

C’era un uomo che quei morti/ Non li aveva più scordati
Quell’ignobile massacro/ Non poteva restare impunito
E così si era imbarcato/ Per raggiungere l’Europa
Nella tasca una pistola/ Rabbia e odio dentro al cuore

Ma che bella giornata di sole/ Ai giardini della villa reale
Una carrozza col monarca/ Una corte di coglioni
Folla che applaude folla che ride/ All’improvviso un braccio si eleva
Sei colpi dritti al cuore/ Un Savoia al creatore

Spara… Gaetano spara… Umberto spira… Gaetano spara… Spara...Spira...
(La Savoiarda - DDT).

Thursday, November 22, 2007

ODIA GLI STUPIDI.
Vi svelo un segreto, sono entrato nella mente di un radicale e ho subito pensato che il caffè fosse proprio roba da reazionari statalisti. Fa parte della tradizione italiana, anzi terrona, anzi napoletana, implica quindi del becero nazionalismo. E' persino nero nero come i fascisti e poi è pure il prodotto nazionale del Brasile, paese in cui governa quel socialista di Lula. No, non posso più accettarlo. Io mi devo integrare. Ho bisogno di integrarmi. Ho bisogno di essere accettato per sentirmi qualcuno. D'ora in poi berrò solo del thè, perchè fa molto british, ergo è per veri liberali.

Per fortuna poi è suonata la sveglia e ho capito che è stato solo un incubo. I radicali sono come i centesimi di euro: stanno sempre in mezzo - soprattutto quando non servono - sono brutti, danno fastidio, fanno tanto rumore, per essere utili devono essere una marea e, soprattutto, non contano un accidente.

P.S. Da oggi parte sul Pizzino la campagna ODIA GLI STUPIDI, una campagna informativa per sfuggire al morbo radicale, patolologia poco diffusa ma che arreca danni irreversibili al cervello. Sintonizzatevi su queste frequenze!

Friday, November 16, 2007

Vietate la trasferta ai parlamentari!
La finanziaria e' stata approvata da pochi minuti, quando nell'Aula del Senato scoppia una rissa tra esponenti della maggioranza e del centrodestra. Un senatore di Forza Italia cerca di prendere a testate un parlamentare del centrosinistra che viene circondato dai colleghi e portato in salvo fuori dall'emiciclo. Parte una parolaccia dal deputato di An Pasquale Viespoli e scoppia la rissa tra Guido Viceconte (Fi) e un senatore dell'Unione che gli avrebbe dato del ''corrotto''. Il parlamentare azzurro si e' visibilmente irritato e sono scoppiati dei tafferugli anche tra esponenti di An e del Pd

Wednesday, November 14, 2007

PRESTO ANCHE IN ITALIA!
Un uomo indiano ha sposato un cane. Le nozze tra il 33enne P. Selvakumar e Selvi, un cane di sesso femminile, sono state celebrate in un tempio del distretto di Sivaganga, nello stato indiano del Tamilnadu. Secondo il quotidiano locale 'Hindustan Times' un astrologo avrebbe detto all'uomo che, solo sposando un cane, sarebbe riuscito a porre rimedio ai vari problemi di salute che lo hanno colpito. Negli ultimi mesi sono giunte anche notizie di genitori che hanno fatto sposare i propri figli maschi con cani e le femmine con serpenti nei distretti tribali dello stato orientale dell'Orissa. Secondo gli anziani dei villaggi, simili nozze non impediscono in futuro ai giovani di sposarsi per una seconda volta, anche senza 'divorziare' dall'animale sposato in 'prime nozze'.

Ora che c'è il precedente, presto i radicali e i sinistrati, per non far divenire l'Italia una nazione arretrata, ritenendo ormai i pacs superati, proporranno di legalizzare la zoofilia.

Thursday, November 08, 2007

DAJE!
Graziano Cecchini.

Tuesday, October 30, 2007

SMETTILA DI ESSERE UN MANICHINO.

Saturday, October 27, 2007

E' nato il rosso Trevi.

Chi venerdì sera non ha visto Tetris si è perso una scena memorabile con Graziano Cecchini, il sospetto autore del raid alla fontana di Trevi, che repentinamente si è alzato in piedi nello studio con in mano un secchio di vernice rossa e, tra i politici presenti terrorizzati, ha rovesciato il colore sulle pareti per poi dire che il ricavato per la sua "opera estemporanea" doveva andare al popolo birmano. Cecchini, con la sua provocazione e la sua storia di vita vissuta, ormai è il personaggio del momento, che da buon futurista, è entrato in maniera dirompente sul palcoscenico. E' l'unico che ha davvero S-P-U-T-T-A-N-A-T-O (concedetemi questa licenza) Veltroni anche sulla stampa estera. Il New York Times, che tempo fa dedicava la sua copertina al bamboccione della politica italiana, intervistando il creatore del rosso trevi, ha dovuto scrivere degli sprechi per un festival del cinema di serie b, quando i problemi di Roma sono ben più gravi. Ciò che non è mai riuscito di fare ad una coalizione politica organizzata, è stato conseguito da uno che fino a pochi giorni fa era sconosciuto ai più.
Il ribelle o è futurista o non è.

Segue da IlGiornale:
Un passato da militante del Movimento sociale. Un presente da precario intellettuale con lavoretti saltuari di ufficio stampa per esponenti di An e un’unica grande passione: la pittura («che coltivo da quarant’anni»). È Graziano Cecchini, 54 anni compiuti ieri, l’indagato dalla Digos per il «gesto» che ha colorato di rosso la Fontana di Trevi.

Cosa pensa di questo eroe mediatico che ha usurpato la scena alla Loren e alla Bellucci?
«È un vero artista futurista. Uno che con un semplice (e molto economico) gesto è riuscito a smascherare le ipocrisie dei politici e dell’establishment artistico».

L’inchiesta fermerà l’azione di questa «avanguardia futurista» o continueranno le azioni di goliardica protesta contro il potere?
«Se fossi in loro, dopo il “rosso Trevi”, sceglierei il blu puffo per la prossima azione».

E perché mai?
«È il colore che meglio si addice a chi ci governa»

Addirittura!
«Chi ha creato il “rosso Trevi” ha voluto smascherare le ipocrisie di un sistema capace di sperperare 15 milioni di euro per una Festa del Cinema in una città dove con gli stessi soldi si riuscirebbe a dare un tetto alle famiglie che dormono in auto».

Lei ha un passato da militante del Msi e si sa che è considerato un attivista della destra estrema. Ma chi è davvero Graziano Cecchini?
Mi considero uno storico della destra. Faccio politica da sempre, tanto che non ho mai preso un titolo di studio. Ora sono disoccupato e vivo con mia madre. In passato ho fatto anche il commerciante, il portavoce di associazioni di destra e a metà degli anni Settanta ero in Iran per vedere di persona la nascita della rivoluzione islamica. È così che ho imparato l’arabo.

Perché ce l’ha tanto con la Festa del Cinema?
«Zeffirelli la definisce una festicciola. Insomma è una pagliacciata di cui non si sentiva certo l’esigenza».

Lei non è l’autore del gesto. Oggi però farà una conferenza stampa. Per dire cosa?
«Per chiedere come mai una semplice somiglianza fa di me un indagato. Siamo in uno Stato di diritto o in un regime di polizia?».

Cosa succederà dopo la sua conferenza stampa?
«Spero che chiariscano tutto. Altrimenti sarò io a divertirmi».
E come?
«Intanto il mio avvocato sta preparando non una memoria difensiva, bensì querele per chi mi associa al gesto vandalico».

Praticamente la stragrande maggioranza di chi ha commentato il gesto.
«Non c’è dolo. Non c’è alcun danno per il monumento. Al massimo la macchina della giustizia potrebbe evidenziare il reato di procurato allarme. Ma allora sono altri che rischiano».

Cos’è, un messaggio mafioso?
«Sono certo che l’autore del gesto è in grado, come lo sarei io, di dimostrare che i concerti nelle piazze storiche della capitale possono danneggiare i monumenti in maniera ben più devastante».

Se le sue querele andassero a buon fine cosa farà dei soldi di risarcimento?
«Da tempo sono impegnato a difendere il destino dei Karen che al confine della Birmania rischiano l’estinzione».

Veltroni dice che il gesto è segno di un clima da debellare. Cosa ne pensa?
«Veltroni ha ragione. I politici non amano il vero contraddittorio. Poi uno come Veltroni è convinto che tutti dovrebbero essere buoni con lui, campione di buonismo. Roba da regime. Al di là delle parole resta il fatto che ancora stiamo aspettando di sapere com’è andata la prima Festa del Cinema. Non hanno ancora pubblicato i rendiconti. Chissà se i romani sarebbero soddisfatti».

Monday, October 22, 2007

Attenti al reato di oltraggio a Veltroni.

Qual è la notizia di reato che si contesta a chi sabato scorso ha regalato per poche ore una nota di colore inconsueta alla fontana di Trevi? Danneggiamento? E di cosa?
Non si può parlare nemmeno di tentativo, dato che si esige il dolo, ossia la coscienza e la volontà di arrecare un danno, e nel caso è assente. E allora? L'atto è stato studiato a tavolino per non fare danni e focalizzare l'attenzione, con una provocazione, su problemi reali. E' reato forse dissentire? Evidentemente sì se lo si fa nei confronti di Veltroni. Infatti il volantino di rivendicazione attacca indirettamente il grande sindaco accusandolo di aver impiegato milioni di euro per il festival del cinema e non per i problemi reali della città. Dunque, cosa c'è di più ironico che colorare di rosso l'acqua della fontana di Trevi per "onorare" gente che vale solo su un tappeto rosso? I giornalisti del regime hanno sottolineato l'appartenenza del sospetto autore all'estrema destra, come se fosse una colpa in re ipsa, e l'hanno bollato come vandalo. Eppure se si fosse trattato semplicemente di vandalismo , i tg non starebbero a parlare del fatto da tre giorni. La notizia sarebbe finita in un trafiletto tra i quotidiani. Che se ne parli, allora, significa che gli eredi di Marinetti, Boccioni, Balla e Carrà hanno colpito nel segno: se avessero semplicemente mozzato una statua, a pochi sarebbe importato davvero. Tanto è vero che episodi del genere avvengono - purtroppo - con frequenza e senza tanto clamore. E allora, accodandomi a quelli che dichiarano "di non essere stati,ma avrebbero tanto voluto esserlo", dico che sarebbe un'intelligente provocazione colorare le nostre città proprio lì dove i nostri i sindaci hanno sprecato i nostri soldi per distribuirli ai loro amici.

Eja!

Saturday, October 20, 2007

Una macchia di colore vi tumulera

IL FATTO - Un atto forse dal vago sapore d'annunziano. E non a caso a rivendicarlo è un gruppo che si fa chiamare «Ftm Azione futurista 2007». Una sostanza colorata, un liquido rosso, è stato versato da ignoti nella fontana di Trevi nel centro di Roma, la cui acqua ora è completamente rossa.
I VOLANTINI - Una scatola contenente alcuni volantini è stata successivamente trovata al lato della Fontana di Trevi: sui volantini l'atto di colorare l'acqua del monumento è stato rivendicato dalla sigla «Ftm Azione futurista 2007». Il testo sui volantini contiene anche un attacco alla Festa del Cinema. «Voi solo un tappeto rosso - è scritto nel volantino - noi una città intera color rosso vermiglio. »Rieccoci...». Questo l'inizio della rivendicazione che è stata trovata accanto al monumento progettato e costruito da Nicola Salvi e finito da Giuseppe Panini nel 1762. I toni riecheggiano il linguaggio dei Futuristi. Il documento è lungo una trentina di righe e termina con il grido «Eja! marciare per non marcire, lottare per non morire», e la firma azione Futurista con una piccola riproduzione di un'opera d'arte futurista. Nel testo c'è anche un riferimento alla lotta contro il lavoro precario e contro una società «mercatocentrica».
IL COMUNICATO - «Inizia così - annuncia azione Futurista 2007 - per noi futuristi un nuovo millennio, una nuova adesione alle evolute tecniche e ai nuovi mezzi espressivi, interpretando un rinnovamento totale». Il finale del volantino ha gli stessi toni retorici «Dare forza alla lotta contro gli scialacquamenti del regime, il precariato, l'usura, il mercimonio della bellezza, la falsità della legge, la provvisorietà della vita dei lavoratori, l'incertezza del domani e per la libertà dei popoli». Sull'altro lato lo slogan «Una macchia di colore vi tumulera». Ed ancora un cenno al precariato: «Noi precari, disoccupati, anziani, malati, studenti, lavoratori, stiamo arrivando con il vermiglio per colorare il vostro grigiore». E infine l'attacco alla Festa del Cinema. «Ancora la festa del Cinema viene sintetizzata in 15 milioni di euro scialacquati, 2,5 milioni di euro solo per pagare il conto degli alberghi, e la chiamano festa». Infine uno sberleffo al cinema di Roma: «Quattro cortigiane, una vecchia gallinaccia e un puffo - è scritto nel volantino - questo è il Cinema di Roma».
FIAMMA TRICOLORE - Ma c'è chi giudica in maniera diversa il gesto vandalico. «Non siamo stati noi ma guardiamo con simpatia a questa iniziativa perchè vuol dire che l'idea futurista è vincente». Il segretario romano della Fiamma Tricolore Giuliano Castellino sgombera subito il campo da responsabilità del suo partito, che aggrega un «Circolo Futurista» tra le sue realtà territoriali a Roma nel quartiere periferico Casal Bertone. La sigla in calce al volantino Ftm Azione Futurista 2007 «non ci appartiene - ha aggiunto Castellino -

Tuesday, July 03, 2007

E' Corona il vero antiveltroni.
Un consiglio a chi non condivide la linea del candidato in pectore del PD.

Venerdì, mentre su Rai1 Gianni Riotta ossequiava Veltroni, Corona a Matrix sbancava negli ascolti e metteva alla berlina tutti i suoi accusatori con una logica che non fa una grinza: i giornali di gossip lo pagano per fotografare calciatori, veline, trans e rampolli fiat, lui vende le foto al miglior offerente. Questo, signori, è il manuale del perfetto capitalista applicato alla lettera, dove sta il reato? A norma dell'articolo 629 cp. l' estorsione è il reato di chi, con violenza o minaccia, costringe uno o più terzi a fare o ad omettere qualche cosa traendone un profitto o un vantaggio.

Ora, siccome a chi scrive questa realtà non interessa minimamente, è meglio tralasciare la vicenda di zoccolopoli (rectius, topolinia) e occuparsi di cose serie, la politica italiana. E' curioso rilevare, infatti, come il destino dei due personaggi del momento, Walter e Fabrizio, si incroci di continuo. Entrambi, accennavamo all'inizio con una metonimia, stanno egemonizzando la programmazione televisiva. Entrambi sono il frutto di un modello, quale è quello americano, che predilige il marketing al prodotto, il contenitore al contenuto. Entrambi vivono di comunicazione, sono trendy, lucrano sul lavoro altrui. Magari l'uno è guascone ed è un simbolo dichiarato dell'orgoglio coatto, mentre l'altro preferisce benedire con una mano cosparsa di miele e con l'altra bandire i traditori, ma la somiglianza li fa gemelli divisi alla nascita. Sono assolutamente speculari tra loro.

Tanto più che mercoledì, mentre Veltroni pontificava a Torino, Corona speculava sulla sua disgrazia e annunciava parimenti la sua discesa in politica. Mentre l'uno dichiarava che avrebbe sconfitto il caldo in Sicilia e che avrebbe realizzato i giardini pensili nel Sahara, l'altro - più concreto - insisteva su tre punti con un programma decisamente progressista: liberalizzare le droghe leggere, varare i pacs, riaprire le case chiuse. Volendo considerare solo le proposte e non i proponenti, è di indubbia difficoltà capire chi abbia esposto i 3 punti concreti da discutere e chi abbia,invece, vaneggiato. Eppure, mentre uno è osannato unanimemente, l'altro - spauracchio dei vips - è bollato come persona priva di morale dai giornali che fino a pochi mesi fa riempivano le pagine grazie al suo lavoro.
Ai pennivendoli, con tutta evidenza, sfugge che in uno stato laico che si rispetti ogni morale è bandita e che Corona è un autentico interprete del pensiero liberale.
Se in Italia - per avere successo, soldi e fare la bella vita - bisogna diventare una velina o dei calciatori(mentre nell'antica Roma i gladiatori erano schiavi e le meretrici rimanevano nei loro prostiboli), è evidente che il problema sta a monte.
Vogliamo essere liberali fino in fondo? E, allora, ammettiamolo: Corona è il vero eroe del nostro tempo, è colui che ha capito meglio e prima di tutti come funzionano gli ingranaggi di una società in cui il profitto è tutto e chi sa meglio mercanteggiare vince. Corona, allo stato, è l'unico che può spodestare dal trono il suo sosia. Se si candidasse a leader del PD sarebbe l'unico capace di battere Veltroni ottenendo un plebiscito. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e speriamo che i nemici del veltronismo ascoltino il suggerimento: contro il buonismo opponete il cattivismo, contro il pensiero debole candidate il guappo di cartone. Dai che nella nostra Italia è questa la sfida delle sfide, non deludeteci: i giornali si venderebbero una meraviglia e noi continueremmo ad essere giulivi e contenti.